donna anziana e1520011601153 - Maculopatia oculare: sintomi, retinica, essudativa

Che cosa è la DEGENERAZIONE MACULARE SENILE?

La Degenerazione maculare è una comune malattia dell’occhio che si può presentare nella terza età ed è la più frequente causa di perdita della visita dopo i 50 anni. In seguito al danneggiamento di quella parte della retina denominata macula si determina la perdita della visione centrale. La macula è solo una piccola parte della retina e si trova centralmente nella parte posteriore del globo oculare. Essa costituisce la struttura che serve a formare la parte centrale della visione, quella, cioè, più nitida e dettagliata. Il resto della retina serve invece a formare la parte periferica dell’immagine, quella meno dettagliata.

Maculopatia i sintomi

I sintomi della maculopatia sono facilmente visibili. Il danno maculare comporta un’alterata visione dei colori e del contrasto, una deformazione e la sensazione della scomparsa di una zona dell’immagine. Nei casi più gravi si percepisce una vera e propria “macchia nera”. La degenerazione maculare può colpire solo un occhio o entrambi, anche se ciò potrebbe accadere in tempi diversi.

Quante sono le forme di DEGENERAZIONE MACULARE?

Esiste una forma iniziale che non comporta importanti alterazioni visive ma che può evolvere in 2 forme avanzate seriamente invalidanti. Possiamo avere, quindi, una maculopatia secca ed una umida. La maculopatia secca evolve lentamente verso l’atrofia, l’assottigliamento e la perdita di funzione della macula. La maculopatia umida è detta essudativa e si manifesta bruscamente con la fuoriuscita di sangue e liquido da capillari anomali neoformati.

Quali sono le cause?

La Degenerazione maculare senile è una malattia multifattoriale, nella quale gioca un ruolo decisivo l’interazione tra la predisposizione genetica ed i fattori ambientali. Si è potuto dimostrare che in alcuni nuclei familiari, ma anche in singoli individui, esiste una elevata predisposizione di ordine genetico ad ammalarsi, nel corso del tempo di degenerazione maculare legata all’età. Quando poi la predisposizione genetica interagisce con fattori ambientali a cui si può essere esposti e ad abitudini di vita non corrette (fumo, ecc.), il rischio di insorgenza della malattia assume dimensioni elevate.

Ci sono degli esami per fare la diagnosi di DEGENERAZIONE MACULARE SENILE?

Uno dei primi è l’esame oftalmoscopico, con l’aiuto di un apposito strumento l’Oculista esaminerà il fondo dell’occhio e la macula. Molto utile è l’OCT (Tomografia a luce coerente) che può evidenziare i capillari neoformati o misurare lo spessore della retina. In questo modo è possibile mettere in risalto per la forma umida, un eventuale “gonfiore” (edema) causato dalla patologia, oppure per la forma secca, un assottigliamento (atrofia).

Se viene ritenuto opportuno si potrà fare un esame angiografico che studia la circolazione dell’occhio grazie ad alcuni coloranti. Servirà a mettere in evidenza se si sono formati dei nuovi vasellini e valutare se e quando essi dovranno essere trattati.
Esistono inoltre oggi dei Test che si effettuano su campioni prelevati in modo non invasivo e del tutto indolore dalla mucosa della bocca, che permettono di individuare, nei soggetti esaminati, il rischio di sviluppare in futuro la Degenerazione maculare.

La DEGENERAZIONE MACULARE SENILE può essere curata?

Per la forma secca non esiste ancora una terapia specifica. Recenti studi hanno dimostrato l’utilità dell’impiego di preparati antiossidanti e vitaminici nel rallentare l’evoluzione che è generalmente lenta negli anni. Per la forma umida esistono diverse terapie:
• La Fotocoagulazione (bruciatura) mediante laser
• La Terapia Fotodinamica (PDT) che consiste in un trattamento laser reso più selettivo grazie all’uso di un farmaco sensibilizzante iniettato endovena
• La promettente Terapia Intraoculare che prevede microiniezioni ripetute nell’occhio di preparati capaci di ostacolare i processi essudativi.
I farmaci più comunemente usati per le iniezioni sono degli anticorpi modificati per interferire con il VEGF (Vascular Endothelial Grow Factor) che è una sostanza prodotta dal nostro organismo per indurre la formazione di nuovi capillari. Questi in natura avrebbero una funzione utile ma nel corso della maculopatia, purtroppo i capillari causano un peggioramento visivo. Tutte queste metodiche non possono essere efettuate in tutti i casi, richiedono una valutazione di un esperto. Sono procedure efficaci specialmente nel limitare il peggioramento della malattia e , per questo, devoso essere eseguite più tempestivamente possibile.

CORIORETINOPATIA SIEROSA CENTRALE

La retinopatia sierosa centrale è una malattia oculare caratterizzata dal sollevamento della zona centrale della retina a causa dell’accumulo di liquido sieroso. Per essere più esatti, si verifica l’innalzamento di uno strato retinico intermedio (il neuro-epitelio) nella regione maculare, originato da un travaso di siero (essudazione vascolare). In genere il sesso maschile tra i 30 e i 50 anni di età è quello più colpito; molto spesso coinvolge entrambi gli occhi, ma il più delle volte non contemporaneamente. Sulle cause che determinano la sierosa centrale non si hanno dati certi. Un elemento però significativo, che accomuna quasi tutti i pazienti affetti da questa patologia, è che la sua insorgenza sembrerebbe favorita dello stress in persone particolarmente attive e competitive. I sintomi sono principalmente riduzione dell’acuità visiva, sensazione di velo dinanzi agli occhi, con annebbiamento visivo e distorsione delle immagini. Spesso si ha l’impressione di guardare attraverso una “goccia d’acqua”. L’esame della vista può risultare alterato. È importante, quindi, sottoporsi a un esame del fondo oculare. La fluorangiografia e l’OCT permettono di individuare l’area di lesione con quadri spesso caratteristici. Il liquido che si è accumulato tra gli strati retinici può riassorbirsi spontaneamente entro alcuni mesi e si può recuperare l’originaria acuità visiva, ma è importante farsi seguire da uno specialista che possa prescrivere gli esami più opportuni, monitorando così lo stato di salute della retina.

TRATTAMENTO

La retinopatia sierosa centrale è una malattia che si può curare e solitamente ha una buona prognosi visiva. Quando non si risolve spontaneamente nel giro di 1-2 mesi deve essere trattata. I trattamenti a disposizione sono la fotocoagulazione laser e la terapia fotodinamica. Scopo del trattamento è indurre il riassorbimento del fluido in modo tale che la retina torni ad aderire all’epitelio pigmentato retinico dopo di che se i fotorecettori non hanno sofferto molto si può verificare un miglioramento anche significativo della vista. I trattamenti laser si eseguono sulla guida dell’angiografia, dell’autofluorescenza e dell’OCT. La fotocoagulazione laser è indicata in tutti quei casi in cui la zona di epitelio pigmentato retinico malato è focale, unica e abbastanza lontana dalla fovea che è il centro della retina. Contrariamente all’utilizzo della fotocoagulazione laser in altre patologie retiniche, non è necessario usare alte energie ma semplicemente una lieve bruciatura della zona interessata. La terapia fotodinamica si utilizza invece nei casi in cui la malattia tende a cronicizzare a seguito di una sofferenza più estesa dell’epitelio