OCCLUSIONE VENOSA RETINICA

Cosa si intende per occlusione venosa retinica?

Si tratta dell’occlusione della vena centrale retinica, probabilmente, il disturbo vascolare dell’occhio più comune. Il sintomo è principalmente un’improvvisa perdita non dolente della vista, parziale o completa. Circa il 10% dei pazienti con un’occlusione della vena retinica centrale in un occhio la svilupperà anche nell’altro. Fattori predisponenti sono considerati l’età, l’ipertensione, il diabete, il fumo e alcuni disordini della coagulazione sanguigna (trombofilia, iperomocisteinemia).

Come viene diagnosticata l’occlusione venosa centrale?

Sono tre gli esami fondamentali: la fluorangiografia indispensabile non soltanto per la diagnosi ma soprattutto per valutare l’evoluzione delle occlusioni venose e avere l’indicazione sul trattamento. Questo esame consente di evidenziare le anomalie circolatorie con marcato ritardo di riempimento venoso e le anomalie dei capillari. L’OCT che consente di osservare l’ispessimento della retina dovute all’edema. È questo un aspetto importante da considerare poiché un edema semplice iniziale può evolvere in un edema cistoide molto più grave, dove il fluido si accumula in piccole cisti che deformano la retina. Infine occorrono gli esami generali per stabilire i fattori intervenuti (arteriosclerosi e malattie della coagulazione e del sangue) ed analisi specifiche per verificare lo stato cardiovascolare: colesterolemia, glicemia, elettrocardiogramma, esame ecodoppler dei vasi epiaortici.

Terapia: Fotocoagulazione laser

Viene eseguita con un laser a lunghezza d’onda definita e con una lente a contatto temporanea che consente all’oculista un opportuno ingrandimento e messa a fuoco.
Il Paziente è appoggiato al biomicroscopio similmente a quanto succede per una normale visita oculistica. Dura qualche minuto e richiede la sola anestesia topica (con un collirio).
Il trattamento laser consente di coagulare e “distruggere” con una serie di colpi (spot) le aree ischemiche, eliminando lo stimolo costruito dalle aree stesse che porta alla formazione dei neovasi anomali.
Qualora le aree ischemiche siano estese, o qualora si sia sviluppato già uno o più neovasi, diventa necessario fotocoagulare tutta la retina (panfotocoagulazione), salvaguardando la sola macula.
In caso di edema maculare è possibile e spesso necessario effettuare un trattamento laser più delicato e mirato (fotocoagulazione laser focale o a “griglia” maculare) che ha lo scopo di drenare il liquido intraretinico accumulato.

Share This